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Un'oasi all'interno del Comune

Articolo tratto da INSIEME, mensile di attualità e cultura dell’Agro.
Gennaio 2013.

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Una cappella per trovare conforto e silenzio all'interno del Municipio.
Accade a San Valentino Torio dove dall'11 giugno 2012 al piano terra di palazzo Formosa si vive l'esperienza dell'adorazione eucaristica diurna.
L'idea di creare un luogo privilegiato dove incontrare Gesù eucarestia nasce un paio di anni fa durante un Consiglio pastorale parrocchiale. Probabilmente il terreno non è ancora pronto e non se ne fece nulla. Poi il sindaco Felice Luminello chiese al parroco di San Giacomo Maggiore, don Alessandro Cirillo, di ripristinare la cappella interna al palazzo che sarebbe diventato sede istituzionale del Comune. A quel punto il sacerdote intuì che i tempi erano maturi per dar vita all'esperienza di adorazione: «Capii che poteva essere una grande occasione di crescita spirituale, di maturazione, per la cittadina».

Non ci sono turnazioni o adoratori fissi: «Capita anche che in cappella non ci sia nessuno - spiega il parroco - ma proprio in quei momenti ci sono gli incontri più forti, magari tra chi ha pudore di farsi vedere e che in quel momento è ancora più trafitto dall'Amore di Gesù». La cappella è aperta tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 20:00 in inverno e fino alle 22:00 in estate: «Ogni sera si chiude sempre con la compieta, è diventato un appuntamento molto partecipato. Ci sono anche persone che vengono da Casatori e da Sarno».

Rosalia Miranda, ministro ausiliare dell'Eucarestia, segue da vicino l'organizzazione delle attività: «Giorno dopo giorno - dice - vedo come cambia l'atteggiamento delle persone. All'inizio c'era quasi difficoltà a restare in silenzio per più di cinque minuti, ora invece c'è più attenzione». È Gesù che attira tutti a sé: «C'è il forte desiderio di pregare, di fermarsi, anche solo per un minuto. Ecco, tra i frutti c'è proprio il bisogno di silenzio e contemplazione. Poi - continua don Alessandro- chi vive momenti di tribolazione è lì che trova il conforto massimo: quanti pianti di ringraziamento ci sono».
Il parroco definisce questo posto come «il cuore della parrocchia, il luogo in cui Gesù chiama le anime, dove non si evade dal quotidiano, ma si trova la trascendenza che ti aiuta a viverlo».

La comunità di San Giacomo Maggiore, dunque, si ritrova in ginocchio davanti all'Eucarestia per riscoprire la fede: «Altro che pastorale degli eventi - analizza il sacerdote - o strategie per attirare nuove persone, quello che conta è Gesù. Lo si vede da quanti scelgono di passare del tempo con Lui, anche se fino a quel momento non sono mai andati a Messa. È lì che trovano la conversione, che riprendono il dialogo. In questi luoghi trovano silenzio, preghiera e ascolto. Qui tutto nasce, cresce e culmina».
L'adorazione va avanti da sei mesi, apportando grandi benefici spirituali. Racconta Antonella Strianese: «Ho cominciato a frequentare la cappella da circa un mese, mi fermo la mattina prima di andare in ufficio. Questo momento di preghiera mi aiuta ad essere una madre e una moglie migliore, anche durante il lavoro. Ho ritrovato tranquillità e serenità e in casa sono più paziente».
Non è stato deciso per quanto tempo proseguirà l'adorazione diurna, ma se i primi frutti sono così vistosi è facile pensare che sarà un'esperienza duratura.

Salvatore D'Angelo

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